Davanti ad un sepolcro

Davanti ad un sepolcro


È sempre con stupore che contemplo il mistero di Gesù…

In modo particolare quando lo vedo, come oggi,
immergersi totalmente nella condizione di morte che regna nel mondo

e nel cuore dell’uomo…

È vero, l’avevi insegnato già con la tua incarnazione:
ti eri fatto uomo, mortale e corruttibile,
incerto e bisognoso di cure,
a volte stanco e assetato, a volte dubbioso o deluso…

Oggi ti contemplo, davanti alla tomba dell’amico, di Lazzaro,
piangendo la sua scomparsa prematura e inattesa…

Oggi ti contemplo come contemplo, quasi quotidianamente,
i pianti strazianti e disperati, sommessi e sgomenti,
di tanti che piangono una morte, una distruzione, una scomparsa…

Di quei tanti che cercano un significato per l’esistenza degli umani
e vedono nella morte solo un inesorabile destino…

E tu, che sei il Cristo, Signore della vita,
hai voluto incontrare questo destino di morte dell’essere umano
e piangere, commosso, davanti a tutti, e dire il tuo amore per una vita,

e rivelare a tutti il tuo affetto per un amico…

Sarebbe già grande se tu ci avessi detto anche solo questo,
sarebbe già incredibile se tu solo ci avessi detto
la tua profonda partecipazione alla nostra vita…

Ma non basta!

Ci vuoi dire ancora altre cose:
la morte non sarà più l’ultima parola,
ma per chi crede in te sarà solo il passaggio… alla vita!

Il tuo pianto, Gesù, non è solo per l’amico:
è in quel momento che tu ci riveli tutta la tua delicata umanità…

Tu non piangi per uno solo, ma per tutti gli umani: e il tuo pianto dona la vita.

Aiuta anche me a piangere, in silenzio come te, commosso come te:
non vedrò resurrezioni, morti che rivivono,
ma potrò vedere il tuo condividere la vita, il tuo stare in mezzo a noi…

e questo sarà l’inizio di ogni resurrezione!

don Enrico

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