Faccia a faccia

Faccia a faccia


C’è la giusta necessità di essere legalisti, rigorosi, inflessibili… Ma solo quando non si è davanti alla fragilità umana!
Questa è la grande lezione della pagina dove la protagonista, la donna adultera,
viene messa sotto processo, all’alba, sul Monte degli Ulivi, in quel luogo, dove Gesù passava le sue notti di preghiera…
Gelosi custodi della Legge, Farisei e Scribi, pongono davanti a Gesù l’adultera: è un fatto, gravemente sanzionato dalla Legge, pena di morte per entrambi gli adulteri, uomo e donna, la lapidazione…
Quel rigore della legge, ormai era chiaro, sembrava in contrasto con la misericordia predicata dal giovane rabbì di Nazaret… così, i custodi della legge vedono una occasione opportuna per imbarazzare Gesù: ‹‹E tu… cosa ne dici?››…
Questo faccia a faccia tra Gesù e i Farisei diventa questione di vita o di morte, viene messo tutto in discussione: Gesù e il suo Vangelo, Mosè e la Legge!
Così, Gesù si china, a scrivere col dito per terra: forse, rispettando le consuetudini, Gesù scrive la sentenza, la condanna!
Ma quelli insistono: vogliono sentire la sua voce, vogliono la parola… E la parola diventa una nuova sentenza:
‹‹Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei››!
Con grande abilità, Gesù applica la Legge, ma lo fa ponendo l’accento su qualcosa di nuovo: la sentenza è legittima e le prove sono autentiche, ma la Legge deve raggiungere la coscienza di tutti, e tutti trovare in quella purità che permette la sua applicazione…
Così Gesù riprende a scrivere…
È una seconda sentenza: nuovamente un’accusa, e una condanna! Poiché non siete “puri di cuore”, la Legge stessa vi condanna!
L’amore del prossimo non rifiuta di vedere l’errore e la sua gravità, ma chiede di trattare entrambi con la giustizia, cioè con l’amore, di Dio…
L’episodio della donna adultera ha quindi due sviluppi importantissimi: la risposta saggia di Gesù, che intrappola i suoi avversari e il perdono al peccatore, perché il mondo possa salvarsi per mezzo di Gesù…
Quanti di noi vorrebbero poter sperare di ritrovare l’atteggiamento di Gesù nei volti dei fratelli e delle sorelle intorno a loro!
Per ricordare sempre che il Figlio dell’uomo non è venuto per condannare, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui, ed anche per mezzo di noi!

don Enrico

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