Centro storico, essere Chiesa di popolo a Milano

Centro storico, essere Chiesa di popolo a Milano


Abbiamo vissuto, ieri sera, l’incontro con il Vescovo (nel quadro della Visita pastorale al nostro Decanato “Centro Storico”).
Alcuni membri del Consiglio Pastorale e anche altri fratelli e sorelle della Comunità hanno partecipato. L’Arcivescovo ha risposto, con confidenza e fraternità, ad alcune domande e ha suggerito (sottolineando che il Vescovo è uno come noi e, quindi, non ha le “ricette” per risolvere i problemi) alcuni spunti per la riflessione futura dei Consigli pastorali delle Comunità. Toccherà a noi, nei prossimi mesi, sulla scorta di una sintesi che i Decani prepareranno, scegliere “un impegno” per fare “un passo in avanti” a livello di nostra Comunità Pastorale “Santi Profeti”.

La settimana prossima daremo relazione dell’incontro.

Il Decano del Centro Storico, monsignor Gianni Zappa, parroco di San Giorgio al Palazzo, San Satiro e San Lorenzo Maggiore, assistente diocesano dell’Azione Cattolica, ha così presentato l’incontro a “Incroci news”:

“A questo incontro ci siamo preparati molto “laicamente”, nel senso che abbiamo cercato di coinvolgere la comunità con la costituzione di una commissione pastorale apposita e con la scelta delle domande. Certo ne abbiamo parlato anche negli incontri tra sacerdoti, ma teniamo a sottolineare che la preparazione più intensa è stata svolta dai laici.
Il Decanato comprende 27 parrocchie, alcune molto piccole. Sono presenti poi molte realtà ecclesiali importanti, comunità religiose maschili e femminili, l’Università Cattolica, la Biblioteca Ambrosiana, San Celso, Santa Maria delle Grazie, solo per citarne qualcuna. Una delle sfide che ci proponiamo è proprio quella di promuovere la comunione tra queste diverse realtà in una rete virtuosa. A livello di pastorale ordinaria, poi, il Centro storico ha un buon numero di persone che partecipano: circa un migliaio di ragazzi frequenta l’Oratorio, circa 2 mila bambini prendono parte all’iniziazione cristiana, un buon numero di giovani seguono i corsi in preparazione al matrimonio. Vengono qui molte persone non residenti e per questo cerchiamo di realizzare una pastorale che “respiri” e di lavorare insieme.
La nostra realtà di Chiesa nel centro di Milano, comprende sfaccettature molto varie e caratteristiche molto specifiche. La popolazione non è molto numerosa, dato il territorio che copre il Decanato, ma qui non ci sono solo i residenti: ogni giorno arrivano 300-400 mila persone per motivi vari, dal lavoro al tempo libero, fino agli studi universitari. Ci siamo interrogati su chi sono per noi queste persone. Non tanto individui di passaggio, ma uomini e donne che danno al nostro territorio una fisionomia molto particolare. L’evangelizzazione è sicuramente una sfida, non solo per chi è residente, ma anche per chi passa qui molto tempo. I residenti vengono coinvolti per creare comunità ecclesiali capaci di accogliere e far sentire chi viene a proprio agio. Cerchiamo di evangelizzare in maniera creativa: moltissime chiese rimangono aperte ininterrottamente, ci sono celebrazioni in orari agevoli, alcune anche in “pausa pranzo”, per aiutare la partecipazione. Cerchiamo insomma di promuovere iniziative che possano far sentire le persone vive e protagoniste della vita della comunità.
Vi è un problema sostanziale è il rischio di avere una mentalità che consideri la fede in termini individualistici, che si vada alla ricerca solo delle realtà che danno soddisfazione. Per questo è importante alimentare il senso di comunità cristiana. È un cammino da fare pazientemente, ma è importante capire che la fede non si vive da solo, bensì respirando la comunità.
La presenza degli immigrati è sicuramente particolare, rispetto al resto della città. Qui ha sede la Cappellania dei Migranti, alcune comunità fanno riferimento specifico a parrocchie del centro. Non sono tanti i migranti che abitano nel nostro territorio. A causa dei prezzi molto alti, a vivere qui sono soprattutto badanti e portinai, ma c’è comunque una presenza di stranieri.
Per quanto riguarda il rapporto con i turisti, noi abbiamo un patrimonio artistico estremamente importante e molto visitato, che necessita di essere valorizzato. Le chiese non devono essere solo musei, ma coinvolgere trasmettendo messaggi vivi di senso sulla realtà. Vorremmo che i turisti portassero con sé il messaggio che la nostra è una Chiesa di popolo”

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