Un matrimonio…

Un matrimonio…

Credo che, prima o poi, tutti gli amanti della Bibbia
si pongano questa domanda…

Chi ha invitato Gesù alle nozze, quel giorno a Cana…
Di chi era parente Gesù: della gente di lui o di quelli di lei?

E Maria?… Era andata a quella festa a cuor leggero,
contenta di partecipare ad una gioia che si annunciava abbondante…

Una festa destinata a durare nel tempo:
una settimana di canti, danze, di cibi raffinati e vini succulenti,
con il ritrovarsi dei volti, il riannodarsi di storie e di cammini,
i compaesani riuniti ogni sera, una festa cui tutti contribuiscono…

E, all’improvviso, la tensione:
un timoroso accorgersi di una mancanza
ed una semplice frase: Non hanno più vino!

Non solo una povertà, che rende meno ricca la festa,
ma, soprattutto, un presagio negativo:
il sospetto che su quelle nozze manchi la benedizione di Dio…

E, penso, sia questa la vera preoccupazione di Maria:
come può finire la festa, se Gesù è con loro?
come può Dio non benedire la gioia di quei due sposi?
come può terminare in difficoltà, il banchetto che dovrebbe aprire alla vita?

Ed ecco, vinta la titubanza, Gesù dona il vino nuovo:
il vino della gioia, il vino della compagnia festosa…

Ora che sei tra noi, Signore,
non siamo più gente abbandonata…
Ora che, ogni giorno, ci doni il vino della tua presenza,
sentiamo di trovare in te la vera gioia…
Ora che, con il dono dello Spirito,
prendi dimora in ognuno di noi,
come uno sposo nella sposa,
sentiamo di essere il tuo piacere,
nell’umile storia della nostre giornate…

In ogni nostra comunità, dove e quando viene a mancare la gioia,
tu doni il vino nuovo, il vino del tuo stare con noi con il tuo amore!

don Enrico

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