Corso di preparazione al Matrimonio cristiano

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Corso di preparazione al Matrimonio cristiano


E’ iniziato Martedì 15 Gennaio, presso la Sala Ceriani (Basilica di San Babila), il cammino di preparazione dei fidanzati al Matrimonio. Si concluderà Martedì 9 Marzo 2019.

Il corso sarà guidato d. Elio Burlon e d. Giuseppe Scotti.

Per iscrizione inviare mail a area.profeti@tiscali.it.


Se fino a qualche decennio fa, la preparazione al matrimonio cristiano consisteva essenzialmente nello svolgimento di pratiche burocratiche, colloqui col parroco e preparazione della cerimonia, oggi il percorso prevede una serie di incontri (normalmente da sette a nove): attraverso di essi i fidanzati affrontano i temi dottrinali, teologici, sociologici, psiscologici, rituali, connessi al matrimonio.
Gli incontri sono guidati da un sacerdote con l’aiuto di coppie di sposi e si svolgono in forma comunitaria; il dialogo e l’interazione fra le coppie presenti costituiscono poi un valore aggiunto significativo lungo il percorso e talora si creano veri e propri rapporti di amicizia fra le coppie presenti che proseguono anche dopo le nozze dando così continuità al processo formativo.

Dice Mons. Angelini, già Preside della Facoltà Teologica per l’Italia settentrionale:

“Il breve ciclo di incontri in preparazione al matrimonio intende anzitutto suggerire una riflessione sui tratti sintetici che assume l’esperienza del matrimonio e della famiglia nel nostro tempo, sotto la pressione della qualità complessiva della vita urbana e secolare; dunque anche sulle difficoltà e gli interrogativi che tale esperienza propone agli sposi.
A procedere da questo sfondo il corso intende riproporre l’immagine cristiana del matrimonio, affidandosi alla meditazione dal vangelo di Gesù. Una precisa attenzione sarà posta sulla obiettiva distanza che separa la prospettiva della fede dalle prospettive in molti modi alimentate dai pregiudizi correnti. Soltanto riconoscendo una tale distanza è possibile comprendere la qualità dell’impegno richiesto agli sposi cristiani, per vivere con consapevolezza la loro scelta di celebrare il matrimonio quale atto di fede, per progettare dunque la vita comune come risposta alla vocazione del Signore”


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